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Variabilità glicemica e l’impatto effettivo sui nervi periferici

La neuropatia diabetica periferica è una delle più comuni complicanze microvascolari del diabete. Un recente studio giapponese è riuscito a dimostrarne, per la prima volta in modo quantitativo, l’associazione con la variabilità glicemica.

La neuropatia diabetica periferica: perché è temuta?

La neuropatia diabetica periferica (in breve DPN) è una complicanza del diabete subdola.
La DPN si sviluppa precocemente e prima ancora che appaiano i sintomi tipici, quali l’intorpidimento e il dolore. Se non gestita, le conseguenze della DPN possono essere gravi e irreversibili: ulcerazione, amputazione dell’area colpita, notevole peggioramento della qualità di vita.
Il livello di iperglicemia e la durata del diabete sono alcuni dei fattori che possono determinare la comparsa della DPN.


Variabilità glicemica: ruolo nel diabete

L’emoglobina glicata rappresenta il gold standard per il controllo del diabete (di tipo 1 e di tipo 2), ma è ormai noto che la valutazione solo di questo parametro non è sufficiente.
Oltre a fare attenzione ai livelli di glicemia a digiuno (FPG) e postprandiale (PPG), raggiungendo i valori target raccomandati, è necessario intervenire sulle escursioni della glicemia nell’arco della giornata (variabilità glicemica), cioè sugli innalzamenti di glucosio che si verificano dopo i pasti e sulle riduzioni di glucosio tra i pasti.
L’instabilità della glicemia, infatti, è uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di complicanze del diabete, anche di quelle microvascolari: all’aumentare della variabilità glicemica peggiora lo stress ossidativo, con conseguenti danni sulle pareti dei vasi sanguigni.

La variabilità glicemica come fattore di rischio della DPN

La correlazione tra variabilità glicemica e DPN è risaputa in ambito medico-scientifico, tuttavia, un gruppo di ricerca giapponese ha cercato di studiarne un aspetto nuovo; per la prima volta sono stati misurati quantitativamente gli effetti negativi della variabilità glicemica sulla conducibilità dei nervi periferici.
A differenza delle precedenti indagini, in questa ricerca la DPN è stata valutata attraverso lo studio della conduzione nervosa (NCS), una tecnica che consente di individuare la disfunzioni nervosa prima della comparsa dei sintomi e di definire in termini quantitativi il danno sul nervo.
Dai risultati è emerso che la variabilità glicemica può essere considerata un fattore di rischio indipendente di neuropatia diabetica periferica; gli autori ammettono, comunque, che saranno necessari ulteriori studi di approfondimento, anche su un campione più ampio rispetto ai 27 pazienti arruolati.

Su sanofidiabete.it sono presenti ulteriori informazioni sulla variabilità glicemica.

Fonte:
Akaza M et al. Diabetol Metab Syndr 2018; 10: 69.

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